Emergenza sangue. Le istituzioni devono fare di più

Tragico l’allarme che la Fidas Caltanissetta si trova costretta a lanciare: l’associazione attiva nella provincia da più di 35 anni e che riesce a garantire con le sue 4350 sacche all’anno il 65% del fabbisogno del nosocomio nisseno.

 

Nonostante l’impegno dei 3000 donatori Fidas, ancora una volta quest’anno durante il periodo estivo si sono presentati casi e situazioni drammatiche: “Non è possibile — dichiara il presidente della Fidas Roberto Bonasera — che i talassemici nisseni, nostri concittadini, persone che vivono la quotidianità insieme a noi, non possano condurre una vita normale. Loro hanno bisogno 3500 sacche all’anno, e a queste bisogna aggiungere le altre necessarie a garantire gli interventi chirurgici, la cura dei pazienti con malattie croniche ecc. A Caltanissetta ci sono circa 20.000 persone che potrebbero donare il sangue e invece per paura di un ago, per indifferenza della cittadinanza, siamo solo in 2000 in città a cui si aggiungono altri 1000 donatori nei 12 comuni della provincia dove siamo presenti come associazione.

 

Le istituzioni dovrebbero fare di più, dovrebbero inserire la donazione del sangue come obiettivo dei loro programmi, soprattutto le amministrazioni pubbliche.

 

Sono stanco di firmare protocolli di intesa che restano sulla carta, noi volontari della Fidas non possiamo pensare a risolvere il problema da soli, noi siamo volontari che nella vita svolgono altro per vivere e l’associazionism

o è solo un grande privilegio per far del bene alla collettività, come la politica, o meglio, come dovrebbe fare la politica, ma a differenza di quest’ultima non abbiamo e

non vogliamo gettoni di presenza o riconoscenti economici: per noi è solo volontariato, che compatibilmente con il nostro lavoro e le nostre famiglie, cerchiamo di svolgere assumendo un ruolo nella società determinante, soprattutto a Caltanissetta dove ogni 20 giorni circa 120 talassemici devono ricevere tre sacche di sangue e negli ultimi giorni non riescono a riceverne in misura necessaria con conseguenze tragiche per la loro salute e la loro vita.”

 

La Fidas ha riscontrato nei primi 7 mesi del 2012 un calo di 116 donazioni rispetto allo scorso anno: ciò a contribuito in maniera negativa alla situazione di emergenza che versa sull’intera regione dove accanto al calo di donazione vi è un aumento di fabbisogno trasfusionale.

 

Auspico che questo sfogo – continua Bonasera – possa stimolare nella coscienza dei miei concittadini una responsabilità trasfusionale maggiore e spero che questo appello possa essere accolto dall’amministrazione comunale, provinciale, dalle forze dell’ordine, dalle istituzioni tutte e dal mondo del lavoro, ovvero dalle imprese nissene che cercano ancora di sostenere la nostra economia in questi mesi di grande crisi e difficoltà, e dalle istituzioni religiose che con le parrocchie della diocesi possono essere un grande catalizzatore di questo gesto di amore e solidarietà.

 

Ricordiamo sempre che la Fidas è aperta tutti i giorni, comprese le domeniche: per effettuare gli esami o la donazione basta chiamare lo 0934 592 830, effettuare la prenotazione e recarsi il giorno indicato presso il centro di raccolta in viale della regione 68 (difronte lo stadio Palmintelli). Possono donare tutti coloro che hanno un peso non inferiore ai 50 kg e con una età compresa tra i 18 e i 65 anni.


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