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FAQ

Domande possibili e impossibili raccolte dal gruppo giovani durante i giorni di promozione in giro per la città e la provincia.

 

L’assunzione di farmaci controindica la donazione?

Sebbene dipenda dal farmaco, possiamo affermare che:

  • devono passare 15 giorni dall’ultima assunzione di un antibiotico prima di donare;
  • l’assunzione di antistaminici non controindica la donazione;
  • i farmaci antipertensivi devono essere assunti anche il giorno della donazione, tenendo presente che l’assunzione di beta-bloccanti è una controindicazione relativa alla donazione;
  • l’assunzione occasionale di Aspirina o di altro farmaco contenente acido acetilsalicilico controindica la donazione di piastrine: devono trascorrere almeno 5 giorni dall’ultima assunzione prima di effettuare una piastrinoaferesi;
  • anche gli anticoncezionali orali sono farmaci: è opportuno quindi informare il medico del loro uso, anche se in genere non controindicano la donazione.

Quanto tempo si deve aspettare dopo una vaccinazione?

Sono necessarie 72 ore di osservazione prima della donazione. Fanno eccezione le vaccinazioni con virus-vaccini vivi o attenuati (anti-febbre gialla, anti-morbillo, anti-parotite, anti-poliomielite) che richiedono 15 giorni e l’antirosolia (28 giorni).

 

Quanto tempo deve passare dopo essere stati sottoposti ad un intervento di ortodonzia?

Almeno 48 ore per le comuni cure odontoiatriche (otturazioni, ablazione del tartaro, cure ortodontiche). In caso di estrazioni dentarie bisogna lasciar passare almeno 7 giorni dall’estrazione ed eventualmente 15 giorni dall’ultima assunzione di antibiotici.

 

E dopo un intervento chirurgico?

Gli interventi chirurgici  maggiori (cioè con prognosi superiore ai 7 giorni) e gli accertamenti endoscopici (colonscopia, gastroscopia, rettosigmoidoscopia, artroscopia) possono esporre il paziente al rischio di contrarre un’infezione ospedaliera. È pertanto necessario sospendere le donazioni per 4 mesi: ciò è dovuto al fatto che, tra le malattie infettive trasmissibili, l’epatite è quella con il periodo d’incubazione maggiore.

Per gli interventi chirurgici minori (prognosi sino a 7 giorni) il rischio di infezione è minore, per cui la sospensione è di 1 mese.

 

A seguito di un parto, quanto tempo una donatrice deve aspettare per poter donare? E quanto dopo un’interruzione di gravidanza?

La gravidanza innesca complesse modificazioni che solo lentamente ritornano alla normalità dopo il parto. Per questo motivo, unitamente al fatto che durante la gravidanza e l’allattamento si realizza un grande consumo delle riserve di ferro, è necessario sospendere le donazioni per 1 anno. Per quanto riguarda l’aborto, considerato a tutti gli effetti una gravidanza, la legge prevede l’obbligo di attendere almeno 6 mesi prima di candidarsi alla donazione.

 

Un donatore periodico che ha ricevuto una trasfusione di sangue può donare?

Con la trasfusione di sangue è possibile trasmettere alcuni virus (come quello dell’AIDS o delle epatiti B e C) che i test di screening, eseguiti durante la donazione, non arrivano a percepire poiché effettuati al donatore durante la cosiddetta “fase finestra”, ovvero nel periodo immediatamente successivo al possibile contagio. Ogni test percepisce la presenza degli anticorpi, prodotti dall’organismo in caso di contagio da qualsivoglia virus: tali anticorpi, però, non vengono generati in maniera fulminea. Questo periodo in cui l’organismo, pur infettato dal virus, non ne produce gli anticorpi specifici, viene definito “finestra”: il virus esiste ma gli esami non ne rivelano la presenza poiché non sono ancora comparsi gli anticorpi rilevabili ai test.

L’esclusione è dovuta anche alla possibilità che, oltre alle malattie virali note, con la trasfusione vengano trasmessi altri virus per i quali non esistono test di screening.

Il donatore periodico che è stato trasfuso ed ha eseguito periodicamente controlli che non hanno evidenziato indirettamente infezioni riferibili alla trasfusione (marcatori virali, transaminasi) può essere riammesso alla donazione solo dopo 4 mesi dalla trasfusione.

 

È possibile donare dopo aver viaggiato in Paesi tropicali?

Durante il soggiorno in Paesi tropicali è possibile contrarre malattie infettive, non comuni in Europa, con un prolungato periodo di incubazione e non evidenziabili dagli usuali test di laboratorio. In tal caso l’esclusione ha una durata di 3 mesi.

 

E per chi viaggia in zone malariche?

La malaria si può trasmettere attraverso la trasfusione di sangue. Attualmente non esistono test di laboratorio di comprovata efficacia che, utilizzati sui donatori di sangue, permettono di identificare l’infezione da parassita della malaria. Per legge, la sospensione dalla donazione è ha una durata di 6 mesi.

 

Quanto tempo bisogna aspettare prima di effettuare una donazione di sangue dopo aver fatto un tatuaggio, un piercing, l’agopuntura?

Tali pratiche, specie se effettuate in ambulatori privi di efficaci controlli sanitari, ma anche nel caso si tratti di operazioni compiute all’interno di ambienti medici e con strumenti monouso, non sono esenti dal rischio di trasmissione di infezioni virali. In tutti i casi, in ambito internazionale, è adottata una sospensione dalla donazione della durata di 4 mesi.

L’utilizzo dell’ago d’oro per la elettrocoagulazione (depilazione definitiva) pregiudica la donazione?

 

Chi fa o ha fatto uso di droghe maggiori (cocaina, eroina, ecstasy, ecc.), anche se non per via endovenosa, può donare il sangue?

In numerosi studi epidemiologici effettuati su coloro che fanno o hanno fatto uso di droghe maggiori è stata ampiamente dimostrata una aumentata incidenza di malattie trasmissibili. L’associazione tra droghe maggiori ed incremento della diffusione di malattie è dovuta non solo a contagio diretto, come avviene a causa della pratica dello scambio di siringhe, ma anche ad altri fattori di rischio (rapporti sessuali a rischio, contatti con portatori).

L’uso di droghe maggiori, anche se assunte non per via endovenosa, controindica la donazione perché, come dimostrato da studi, queste sostanze possono favorire comportamenti che espongono il donatore al rischio di contrarre malattie infettive. Ulteriori studi hanno dimostrato un’incidenza più elevata d’infezione da virus dell’epatite C nei soggetti che hanno fatto uso di cocaina per via inalatoria dovuta all’utilizzo promiscuo di uno stesso inalatore per la somministrazione intranasale di cocaina.

 

Le persone che hanno avuto rapporti sessuali con soggetti a rischio (omosessuali senza partner stabile, tossicodipendenti, prostitute) possono donare il sangue?

No.

I virus sessualmente trasmissibili sono diversi, non solo quelli relativi all’epatite e all’Aids: e molti di essi non sono identificabili con i test di laboratorio oggi disponibili.

Durante il processo di infezione, esiste una fase, definita “finestra”, durante la quale non è possibile evidenziare lo stato di salute del portatore con i test di laboratorio di uso comune.

Durante questa fase, di durata variabile e non sempre nota, è possibile trasmettere infezioni contratte con il rapporto sessuale con soggetti a loro volta portatori di malattie virali.

 

I soggetti affetti da Celiachia posso donare?

Sì, purché la loro dieta contenga cibi privi di glutine.

 

 

Chi è affetto da favismo può donare sangue o emocomponenti?

Il favismo è una malattia che interessa i globuli rossi, per questo chi ne è affetto non può donare sangue intero o emazie.

 

 

Con la psoriasi posso donare?

Sì. A meno che non si assumano farmaci, intese anche come lozioni o creme.

 

 

Sono portatore sano di Anemia Mediterranea, posso donare?

Sì, ma la cadenza della donazione è dimezzata. Si tratta di 2 donazioni massime all’anno per gli uomini e di un’unica donazione l’anno per le donne.

 

 

I soggetti che in passato hanno avuto l’epatite virale possono donare?

Esiste la possibilità che manifestazioni come l’ittero (escluso quello del neonato) siano la spia di particolari malattie, come l’epatite a causa ignota, provocate da virus o agenti non identificabili con i test di laboratorio attualmente disponibili, ma trasmissibili con il sangue.

Le epatiti di tipo B, anche se contratte in passato, controindicano in modo definitivo la donazione in quanto non è possibile escludere con certezza la concomitanza con altri virus dell’epatite.

Per quanto riguarda l’epatite C, l’infezione è molto spesso cronica ed asintomatica, ed una reale guarigione non può mai essere documentata. La presenza di anticorpi contro il virus dell’epatite C coesiste frequentemente con la presenza del virus stesso, e controindica la donazione di sangue.

 

 

E la sifilide?

L’esclusione dalla donazione di sangue è definitiva: la sifilide è una malattia trasmissibile, oltre che con i rapporti sessuali, anche per mezzo del sangue. Essa è altresì tipica delle persone che hanno avuto contatti con persone a rischio, non solo per la sifilide ma anche per altre malattie sessualmente trasmissibili.

 

 

Se ci si sente debilitati, pur avendo peso, pressione ed emoglobina in regola, si può donare il sangue? 

Si può donare solo se si è in forma! Si deve donare per il benessere degli altri, ricordiamoci che non è un dovere né una maratona a chi dona di più…